Che cos’è la cucina disagiata?

Il disagio

1. mancanza di agi, di comodità; condizione o situazione scomoda, spiacevole: i disagi di un lungo viaggio; una vita piena di disagi, piena di stenti, di privazioni
2. senso di imbarazzo, di impaccio: provo disagio per come si è comportato; in quell’ambiente mi sento a disagio
3. condizione di malessere, di inquietudine, di insoddisfazione: il disagio giovanile
4. (ant.) mancanza di ciò che è necessario
Etimologia: ← comp. di dis- 1 e agio.

Dal dizionario Garzanti

Io credo di essere una disagiata cronica. Io mi sono sempre sentita in imbarazzo credo da quando sono nata, solo per il fatto di essere presente al mondo.

Il disagio è qualcosa che a volte può provocare una seria sofferenza e un situazione molto difficile di emarginazione. Ma il disagio è anche il non sentirsi all’altezza, non sentirsi parte di un gruppo, di una situazione sociale. Io per esempio sono stata molto a disagio per anni, non essendo sposata e non essendo madre, mi sono sentita esclusa involontariamente da un sistema, da un gruppo e sempre fuori luogo.

Cosa può fare la cucina per il disagio?

La cucina accoglie tutti, disagiati e non. Chi è complessato, chi è convinto di essere uno chef, chi apre con maestria una busta di plastica et voilà.
In cucina ci possono stare tutti. La cucina è un luogo di maternità di accoglienza, di ospitalità, è la pancia della casa, è il seno che nutre. In cucina si sta con la famiglia, da soli, con gli amici, con gli amanti, si crea, si sperimenta.

La cucina può salvare e ve lo dice una che è stata salvata da una peperonata!

La cucina non è assoluta perfezione, la cucina è genio e sregoleatezza e scusate chi è più genio di un disagiato?

In questi anni ho avuto l’occasione di incontrare persone che avevano disagi seri, altre che magari erano solo un po’ disagiate, altre che invece avevano un “disagio culinario”.
La cosa bella è che ognuna nella cucina ha trovato il proprio spazio a volte semplicemente condividendo il proprio disagio.

Cosa possono fare in cucina i disagiati?

Inventano soprattutto, provano, toccano, scoprono. Il disagiato nella sua cucina può essere sé stesso, senza riserve. Può spaziare dall’agrodolce al piccantissimo, dagli abbinamenti azzardati ai classici senza tramonto.

La cucina è dei disagiati. Ve lo dico con certezza gli chef più bravi ed estrosi, fondamentalmente sono dei disagiati.

Ho conosciuto anni fa un bravissimo cuoco, che mi raccontò essere entrato in cucina perché essendo timido non aveva amici, quindi lui aveva scelto di lavorare i fine settimana, ma logicamente nelle retrovie. Da lavapiatti ad aiuto cuoco, ad un altro ristorante a capopartita e via via. Nella cucina ha trovato la sua libertà di espressione, il suo mondo protetto.

Il disagio in cucina

C’è un altra categoria importante, quelli che sono disagiati in cucina perché non sanno cucinare o pensano di non saper cucinare o non si sentono mai all’altezza.
Venite a me voi disagiati in cucina che vi renderò liberi.
Amo chi si sente disagiato in cucina perché è ricettivo, non è condizionato dal sapere e può esprimere ancora tutta la propria creatività.

Chi si sente disagiato in verità vorrebbe fare molto, vorrebbe sperimentare ma è timoroso. Chi non si sente capace ha bisogno di fare un percorso che parta dalle basi della cucina che lo aiuti ad amarla e non temerla.

I disagiati in cucina

Chi sono i veri disagiati della cucina? sono quelli che vorrei ma non posso.
Quelli che sono in panico nel fare la spesa, quelli che vorrebbero preparare una cena per gli amici ma non sono capaci. Gli amici mangiano ogni giorno in ufficio dalla scatoletta del tonno, ma vorrebbero prepararsi un pranzo sano.

Poi ci sono anche quelli che i figli non mangiano, i mariti brontolano, sono soli e non hanno voglia di cucinare. Invito anche quelli tristi, perché la cucina può essere fonte di gioia se la vivi bene e impari ad amarla.

Infine quelli finti disagiati che hanno tanto bisogno di divertirsi e fanno parte di una comunità di disagiati con i quali fanno feste e cene. Io posso aiutarvi nella gestione della cena: attenzione non ho detto che cucino per voi, ma vi aiuto.

Cosa posso fare per chi è disagiato in cucina?

  1. abbracciarvi forte (anche virtualmente)
  2. accogliere le vostre segnalazioni di disagio e condividerle perché divengano un disagio comune e soprattutto darvi degli aiuti e dei consigli anche pratici ed immediati . Come?
  3. creare dei percorsi e incontri formativi anche personali, di coppia o fra amici, per darvi le basi in cucina;
  4. intervenire direttamente in loco collaborando con voi, se avete una cena, un evento una festa, aiutandovi con menù. spesa, organizzazione e preparazione (tutto assolutamente con voi);
  5. accompagnarvi nella scelta dell’acquisto di prodotti per la cucina, attrezzatura e ingredienti, aiutarvi nell’allestimento della vostra cucina e nella gestione dello spazio;
  6. organizzare tour e viaggi enogastronomici anche con piccoli gruppi per creare una community di #cucinadisagiata.

La cucina disagiata: come, quando, perchè.

Formerò una community principalmente seguendo il tag #cucinadisagiata che troverete sui social Instagram e Facebook e qui nel blog.

Dalle vostre richieste vediamo cosa serve, se è possibile una risposta veloce, se avete bisogno di una consulenza privata, se volete un intervento a casa vostra.

Le richieste possono essere fatte tramite messaggi diretti e commenti nei post o nelle stories o commentando semplicemente questo articolo.

Appuntamenti

Intanto segnate in agenda il primo appuntamento: sabato 27 aprile al Fun Art Lab a San Donà di Piave, dove possiamo incontrarci e vi racconterò qualcosa della #cucinadisagiata.

Poi magari per l’estate pensiamo a qualche altro appuntamento. Intanto disagiati fatevi avanti.

Monique