Questo racconto autobiografico è stato scritto nel maggio 2017 in occasione di “Robe da mati”, rassegna curata dalla Cooperativa Sol.co.La peperonata diviene il mio simbolo di salvezza e di risveglio dal torpore della tristezza.

Quella volta che ho pensato di diventare matta e poi mi salvò la Peperonata.

Giugno 2013

Sto seduta sul divano, da un po’, non ho idea da quanto.

Sto seduta e guardo la cucina, il tavolo davanti a me, guardo quel cestino con dentro la verdura che mi ha dato mio papà e penso.

Non so a cosa penso in verità, ho un casino in testa, anzi forse ho un vuoto. Il vuoto cosmico, credo di aver capito finalmente cos’è il vuoto cosmico: è quello che ho ora in testa.

Cervello piatto, nessuna reazione, nessuna emozione, apatia totale, zero rabbia, niente lacrime.

Di solito io penso sempre a qualcosa, anche a più cose assieme, a molte, a troppe.

Ora no, niente forse ho una malattia.

È finito tutto. Tutto. Tutto quello che per anni pensavo fosse il mio futuro, tutto quello che da diverso tempo sapevo non sarebbe stato il mio futuro.

In questo tempo passato sul divano a guardare l’infinto, penso soprattutto alla delusione, la delusione che ho verso il mondo, verso me stessa, verso chi ha chiuso il Truman Show. Si perchè dai diciamo la verità, io per anni ho pensato che le sfortune che si proponevano nella mia vita fossero progammate e architettate da qualcuno, qualcuno che studiava le mie reazioni e si divertiva a vedere come improvvisavo davanti ad ogni difficoltà, che voleva vedere la mia nuova mossa da giocoliere per superare anche questo e scappare sorridendo. Ora lo spettacolo è chiuso, è finito il tour, la tenda è giù. Chiuso. Si, chiuso il negozio, chiuso il sito, chiuso tutto. Tutto chiuso.

E ora? Che faccio? Dove vado? Chi sono? Con chi parlo? Con chi non parlo?

Il vuoto cosmico.

Ci sono solo due verità: non ho più un lavoro e ho tanti debiti.

Due cose che chiaramente non si annullano l’una con l’altra. Due cose che quando ti arrivano addosso e tu hai deciso che vuoi essere indipendente e hai deciso che vuoi fare l’imprenditrice o sei nel Truman Show o ..diventi matta. Potrebbe essere un ottima soluzione, sana di mente non lo sono mai stata.

Guardo le verdure e penso che forse non mangio da ore, forse non dormo da ore, forse non esco e non parlo con nessuno da ore….forse perchè non ho assolutamente idea di cosa ci sia fuori dalla mia testa. Si forse sto impazzendo, è così che si impazzisce? Boh, forse dovrei cercare su internet.

Le verdure iniziano a prendere posto nel mio cervello, le loro forme, i loro colori e la memoria dei loro gusti.

Decido di cucinarle, di farne qualcosa di utile.

Prendo la cipolla e inizio a tagliarla e insieme iniziano a scendere lacrime, prima date dalla cipolla, poi liberatorie e le lascio scendere e insieme inizio a provare qualche cosa.

Metto a scaldare nella mia cocotte preferita un filo d’olio d’oliva e mi sale una carica, amo il profumo dell’olio caldo, mi riempie le viscere. Metto la cipolla e continuo con le altre verdure.

La melanzana a cubetti, il peperone, una zucchina, tutti tagliati con rabbia a tocchi di misure diverse, quasi mettendo in piedi una lotta fra me, le verdure, il coltello e il tagliere.

Metto anche dei pomodorini, interi non ho più voglia di tagliarli. Il mio psicologo mi diceva che non sono capace di arabbiarmi e invece dovrei farlo. Ma con chi me la prendo ora? Con i pomodorini?

Copro, non metto sale, ne pepe, non ho più voglia.

Sto per andarmi a risedere sul divano e intravedo le piante aromatiche in terrazza.

Esco le annuso, raccolgo timo e maggiorana. I loro profumi sono irresistibili e quasi terapeutici. Aggiungo le erbe così a rametti interi, tanto per fare.

Mi siedo di nuovo sul divano e penso a quello che ho appena fatto. Dai si, qualcosa sai fare, sai mettere insieme degli ingredienti, semplici, quelli disponibili, sai riconoscere i profumi delle erbe aromatiche. Oh va beh mal che vada inizi a scrivere qualche ricetta. Mica tutti la sanno fare la peperonata.

peperonata

Ok. Ho iniziato ad avere un idea. Non ho più il cervello vuoto.

Forse scrivere di peperonata è da matti, non lo so, ma è molto peggio non sapere proprio cosa scrivere.

Quello che mi fa impazzire è non avere un progetto, non avere un sogno, non poter vagare con la mente.

Mi fa impazzire l’idea di sentirmi fallita, di aver sbagliato, di aver commesso un errore, di aver insistito in una cosa e non esserci riuscita. Si forse la cosa che mi fa impazzire è il non farcela e non potermela prendere con nessuno. Mi fa impazzire che nessuno si prepoccupi di come sto, ma di come farò a pagare i debiti e che non troverò un lavoro facilmente. Mi fa impazzire che nessuno si preoccupi di quello che vorrei fare, ma tutti sanno cosa devo fare. Mi fa impazzire il fatto che molte persone oggi nascondano questa pazzia e non abbiano gli strumenti per farla diventare una sana follia, ma la traformino in una tragedia.

Si perchè diciamo la verità pensare di farla franca nella vita con una peperonata è da matti, ma io ci sto riuscendo.

Giugno 2017

Ho un blog di cucina e insegno a cucinare. La cucina mi ha sul serio salvato la vita.

La cucina non è sempre uno scherzo come non lo è la pazzia.

Monica